I PERICOLI DEL GAS IN CUCINA
Da qualche giorno osservo che l'erogazione di gas metano per uso domestico nel mio appartamento presenta un'anomalia ripetitiva, concentrata in prevalenza nelle ore di maggior consumo di gas. In pratica la fiamma ai bruciatori del piano di cottura diventa rossastra, perdendo il suo abituale colore bluastro.
Questa
colorazione denota la presenza di una combustione in carenza
d'ossigeno, non determinata dall'areazione del locale, pur presente,
ma dalla miscelazione aria-gas nei bruciatori, che viene alterata da
una velocità di efflusso del gas insufficiente, riducendo l'effetto
di trascinamento dell'aria nel venturi.
Il
fenomeno è assente in ore di minore consumo.
La fiamma, in queste condizioni, produce ossido di carbonio, CO, notoriamente velenoso.
Se l'areazione del locale è sufficiente, la diluizione può essere tale da non costituire pericolo per l'incolumità delle persone, in genere ignare del rischio.
Molta gente, però, ha serramenti di nuova generazione, a tenuta stagna, e se viene chiusa la porta della cucina, magari per non far diffondere odori sgradevoli in altri locali, la bocchetta di areazione del locale, ammesso che ci sia, non introduce aria fresca, perché il locale va in pressione, non in depressione.
Infatti l'aria riscaldata dai fornelli si espande e crea una sovra pressione rispetto all'esterno più freddo. In tali condizioni, se più fornelli sono accesi e producono CO, raggiungere una concentrazione letale non è difficile.
Gli utenti NON sono consapevoli del rischio e non usano precauzioni.
Il
fenomeno è, presumibilmente, prodotto da un aumento della densità
del gas determinato dalle basse temperature esterne, che si potrebbe
forse compensare diluendo il metano con azoto, ed aumentando
leggermente la pressione di erogazione del gas.
In ogni caso le
caratteristiche del gas erogato agli stabili dovrebbero essere
controllate da UNARETI, che gestisce la rete di distribuzione
del gas, alla quale ho segnalato telefonicamente la cosa 2 gg fa
ed a cui ho trasmesso una PEC oggi.
Un funzionario di UNARETI si è messo in contatto con me telefonicamente, asserendo che la pressione di alimentazione della rete di distribuzione del gas, che hanno controllato, a seguito della mia segnalazione, appare regolare. Hanno avanzato altre ipotesi per spiegare il fenomeno, che però non mi paiono plausibili.
Suggerisco quindi di tenere d’occhio il colore della fiamma e di non chiudere mai la
porta della cucina se la fiamma fosse rossastra (ma sarebbe buona
norma non farlo mai, se non in presenza di una cappa di aspirazione
con scarico nel camino).
L’avvelenamento
da ossido di carbonio (incolore ed inodore) è senza preavviso.
Sopravviene
la perdita dei sensi e la morte cerebrale. Perciò CAUTELA …
Ing. Franco Puglia
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